
Se l'idea di un “faccialibro” serviva a rendere umana l'interfaccia – appunto – virtuale e a connetterci gli uni con gli altri via web, l'idea di tatuarsi le foto profilo dei propri contatti sul braccio sembrerebbe il ritorno a casa base, il cane che si morde la coda, la banalità che fa il giro lungo passando per la stravagnaza ma torna esattamente al punto di partenza: il corpo è già social, lo era prima che l'etichetta “social” venisse sfornata; il corpo ha già le sue facce!
Chissà se ci ha pensato la ragazza olandese che ha trasformato il suo braccio destro in una specie di “link” – che in tedesco però vuol dire sinistra, e suona molto simile anche in olandese - tatuandosi la rubrica 2.0 di tutti i suoi contatti facebook: finalmente abbiamo anche il “social tattoo”, la versione 2.0 del ritratto della mamma o della fidanzata tatuato sulla spalla.