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Medioevo significa “evo”, (cioè periodo) di mezzo, “età che sta in mezzo”. La parola fu coniata in Italia dopo il 1400, durante il Rinascimento. Il Medioevo è stato chiamato così perché considerato il periodo storico posto in mezzo all’antichità greco-romana e al Rinascimento.

Il passaggio dal mondo antico al Medioevo avvenne fra il III secolo e la fine del VI, dove vide la progressiva decadenza dell’impero romano, e la fine delle speranze di farlo riemergere dalla sua crisi.

L’impero romano cadde in Occidente per due cause principali:

le invasioni dei popoli germanici, dove occuparono la parte occidentale dell’impero romano dando luogo ad alcuni regni, detti romano-germanici o romano-barbarici, che sostituirono l’impero in Occidente;   

la crisi dell’impero stesso causato dal malcontento della popolazione per le alte tasse imposte dallo stato. La popolazione pur di non versare le tasse allo stato romano, cedette le terre all’invasore germanico, diventando suo servo.

La decadenza dello stato, dell’economia, della cultura riguardò la parte occidentale dell’impero romano, ma non quella orientale, che aveva la capitale a Costantinopoli, e che col nome di impero bizantino, durò ancora mille anni, finché fu distrutta dai Turchi nel 1453. 

Nei primi secoli del Medioevo, fino al 1000-1100, l’Europa cadde in uno stato semiprimitivo. Invece in Asia fiorirono grandi civiltà, come l’impero bizantino, gli Arabi, la Persia, la Cina, l’India.

Nel Medioevo i rapporti fra gli uomini si basarono su legami personali fra i signori, i vassalli e i contadini. I signori e i vassalli erano liberi, i contadini erano di condizione servile. I signori e i vassalli erano guerrieri. La principale differenza fra le classi sociali era quella fra i guerrieri e gli ecclesiastici da una parte, i contadini dall’altra.  

Anche l’economia tornò a essere primitiva, basata su aziende agricole che miravano a essere autosufficienti. Il commercio si ridusse al minimo. La moneta e le strade quasi scomparvero.

Fra il secolo VIII e il X l’Europa fu oggetto di invasioni e incursioni da parte degli Arabi, dei Vichinghi e degli Ungari. Invece dal 1000 l’Europa occidentale cessò di essere oggetto passivo d’invasioni e  cominciò a espandersi in varie direzioni: a est dell’Elba, in Spagna e nel Mediterraneo orientale (crociate).

Dalla seconda metà del secolo VIII la popolazione europea cominciò ad aumentare. Nei secoli IX e X aumentarono la produzione agricola e il commercio. Apparve un nuovo tipo di aratro, in grado di arare la terra in profondità. Dopo il 1000 questi processi diventarono impetuosi.

Nel Medioevo gli stati furono sempre rudimentali. Nell’800 nacque il Sacro Romano Impero di Carlomagno, che però presto entrò in crisi e si sfasciò. Nel secolo X l’impero rinacque in Germania e in Italia, ma rimase spesso debole. Al posto degli stati si affermò nei secoli IX e X una miriade di poteri locali autonomi, di signori e poi anche di città. Le attività principali dei signori erano la guerra, l’amministrazione della giustizia, la riscossione delle tasse, l’organizzazione del lavoro dei contadini. In questa società, caratterizzata dalla diffusione dei signori laici ed ecclesiastici e dai loro vassalli, nacque il feudalesimo, basato su un rapporto gerarchico tra i signori, i vassalli e i contadini.

 

Le città erano i centri del commercio che collegava l’Europa con l’Oriente e le varie regioni europee fra loro.

Nell’Italia settentrionale e centrale i comuni diventarono, di fatto, dei veri e propri stati sovrani. I comuni principali furono: Venezia, Genova, Pisa, Firenze e Milano.

Dopo il 1000 il sentimento religioso si rinnovò, dando luogo sia a eresie che a una profonda riforma della Chiesa. Il papato combatté e vinse contro l’impero la lotta per le investiture.

Dopo il 1100 si rinnovò anche la cultura, che cessò di essere solo ecclesiastica e divenne anche laica. Si disegnò una divisione tra la cultura del popolo e quella delle persone colte.

Il principale movimento culturale della Chiesa fu la filosofia Scolastica. Una corrente filosofica che si propose il compito di confrontare e accordare le teologia cristiana con la filosofia greca. Ma la grande novità dell’epoca, fu la nascita della  cultura laica, che si affiancò a quella della Chiesa  e presto la superò per importanza. La cultura laica ebbe vari centri: le corti di alcuni sovrani e signori feudali, le università, dove le materie d’insegnamento più importanti furono il diritto e la medicina. Anche i mercanti diedero un contributo alla nascita della cultura laica, dovettero imparare a fare i conti, a parlare con la gente, viaggiare, avere nozioni di merceologia. Fino allora il potere derivante dalla cultura era stato monopolio degli ecclesiastici, adesso la cultura era nelle mani di elementi colti del laicato.