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Per conferire chiarezza e armonia al nostro discorso, noi ci serviamo di pause in parte brevi, collocate nel corpo e alla fine dei periodi. Nella scrittura queste pause sono indicate dai segni d’interpunzione.

I segni d’interpunzione,  sono:

1)      LA VIRGOLA  (,)

a)       La virgola indica una pausa breve e serve a dividere le proposizioni di un periodo o gli elementi di una proposizione.

Esempio: Non s’eran forse allontanati un cinquanta passi, quando la gente incominciò ad accorrere sulla piazza, e ingrossava ogni momento.

b)       La virgola si usa prima e dopo un vocativo.

Esempio: Buonasera, Agnese, di dove si viene a quest’ora?

c)        La virgola si mette tra i diversi membri di un’enumerazione, quando essi non siano collegati da congiunzioni, oppure quando si voglia loro conferire un particolare rilievo nel periodo.

Esempio: Erano un uomo, una donna, e, qualche passo indietro, un ragazzotto.

d)      La virgola viene usata in numerosi altri casi, in dipendenza del gusto e della sensibilità dello scrittore, ricordando che serve a segnare una breve pausa.

 

2)      IL PUNTO E VIRGOLA (;)

Esso indica una pausa più lunga della virgola e meno marcata del punto fermo. Serve a distinguere le preposizioni di un periodo quando questo è ampio e complesso.

 

3)      I DUE PUNTI (:)

a)      Sono generalmente usati per indicare quella pausa che si fa prima di riferire le parole o il discorso diretto di una persona.

Esempio: Messa la mano al petto gridò: Pane e giustizia.

 

b)      Si mettono i due punti anche prima  di iniziare un’enumerazione o di dare una spiegazione o di porre una conclusione a quanto si è detto prima.

Esempio: Non ci rimane che una soluzione: andarcene al più presto. Chi gridava, chi urlava, chi singhiozzava: una vera baraonda.  

 

4)      IL PUNTO (.)

a)      Serve a chiudere un periodo. Dopo di sé vuole sempre la lettera maiuscola.

b)      Il punto si usa dopo un’abbreviazione e in questo caso non richiede la maiuscola

 

5)      IL PUNTO INTERROGATIVO(?)

Va messo dopo le frasi interrogative. Dopo di sé vuole la lettera maiuscola se termina un periodo. Segue la minuscola se l’interrogazione è seguita da altre parole che appartengono al periodo stesso.

Esempio: Hai fatto i compiti? E la lezione l’hai studiata? bene?

 

6)      IL PUNTO ESCLAMATIVO (!)

Si colloca alla fine di una frase o dopo una parola pronunciata con particolare forza per esprimere ammirazione, meraviglia, gioia, dolore, orrore, minaccia, indignazione.

Esempio: Non vedo l’ora di essere a casa mia.

7)      I PUNTINI DI SOSPENSIONE (…)

Si mettono quando per esitazione o incertezza, pentimento, timore si lascia interrotta una frase. Si usano anche quando si desidera far capire al lettore qualcosa di sottinteso.

Esempio: Sei stato troppo… ingenuo,ecco.

 

8)      LE VIROGLETTE (“)

a)      Si usano all’inizio e alla fine di una frase o di un discorso di altri riportato tale e quale.

b)      Si usa pure includere tra virgolette una parola o una frase alla quale si voglia dare particolare rilievo  nel contesto di un periodo.

 

9)      LA LINEETTA (---)

E’ adoperata anch’essa per introdurre un discorso diretto, specialmente nei dialoghi. Si ripete alla fine del discorso diretto quando seguono altre parole appartenenti allo stesso periodo.

Esempio: - C’è tempo per l’ultimo treno di Roma?

                - Eccolo qui – gli rispose l’impiegato affrettando il passo.

 

10)   LE PARENTESI () []

Racchiudono un inciso che si ritiene opportuno per una maggior comprensione del periodo, ma che tuttavia non si consideri propriamente appartenente a esso.

Esempio: Don Abbondio (il lettore se n’è già avvenuto) non era nato con un cuor di leone.

 

11)   LE LINEETTE (=) O IL TRATTINO DI UNIONE (-)

Si usano per separare le sillabe di una parola quando per qualche necessità debbono scriversi staccate. Servono anche a collegare fra loro diverse parole indicanti un unico oggetto o un’unica persona.

Esempio: Collocò il vasetto, colmo di non-ti-scordar-di-me, sul davanzale della finestra.