
Dante Alighieri fa parte delle “tre corone fiorentine”, insieme a Petrarca e Boccaccio. L’esistenza di questo poeta è strettamente legata agli avvenimenti politici dell’Italia, in particolare di Firenze, la città che raccolse i suoi natali. Poeta del Medioevo, abbandona la lingua latina, per scrivere in lingua volgare: l’italiano moderno.
LA VITA
Dante Alighieri nasce a Firenze tra il maggio e il giugno del 1265, da famiglia appartenente alla piccola nobiltà di parte guelfa. Nonostante le condizioni economiche non floride della sua famiglia, Dante compie studi completi, e grazie all’attitudine di comporre versi, riesce ad inserirsi nella cerchia letteraria e mondana più elegante e esclusiva di Firenze, quella che faceva capo a Guido Cavalcanti.
Fu in questo periodo che avvenne l’incontro con Beatrice. Il suo fu un amore platonico, spirituale, letterario. Lei era sposata con Simone dei Bardi e Dante si unì in matrimonio, in età giovane con Gemma Donati, che gli dette tre figli.
La morte precoce di Beatrice lo gettò nello sconforto. Si risollevò grazie alla composizione di un’opera “Vita Nuova”, che raccoglieva le rime composte in onore della giovane amata, inserite in una narrazione in prosa della storia del loro amore.
Dante non era solo un giovane letterato tormentato da un amore infelice, partecipò attivamente alla vita politica della sua città. Combatté con l’esercito fiorentino nella vittoriosa battaglia di Campaldino nel 1289 contro Arezzo e ricoprì numerose magistrature comunali, come quella di priore dal 15 giugno al 15 agosto del 1300.
Era un momento particolarmente delicato per Firenze, che doveva difendersi dalla sete di potere del papa Bonifacio VIII, che mirava a estendere il suo potere, trovando il consenso dei nobili cacciati dalla città, come i Donati. Dante, si oppose a tutti i tentativi d’ingerenza del papa, si preoccupò di difendere la città, e per mantenere la pace e la concordia prese decisioni importanti come quella di condannare all’esilio l’amico Guido Cavalcanti, che era uno dei più importanti capi della fazione anti-papale, detta Bianca.
Nel 1301 Bonifacio VIII con l’ingannò s’impadronì di Firenze. Il Partito dei Donati, i Neri, fece strage dei Bianchi, e condannò Dante prima al pagamento di un’ammenda, poi, siccome egli non si presentò a pagarla, fu condannato ad essere bruciato vivo.
Cominciò per Dante il lungo e penoso esilio che lo portò in giro per l’Italia. E’ difficile ricostruire tutti i suoi spostamenti, ma si sa per certi che soggiornò a Verona, in Lunigiana, in Toscana, di nuovo a Verona, infine a Ravenna dove morì tra il 13 e il 14 settembre del 1321.
LE OPERE
In Volgare
- La “Vita Nuova”è stata scritta tra il 1293 e il 1295. E’ un misto di prosa e versi (42 capitoli in prosa, 31 composizioni poetiche). La trama dell’opera si divide in tre momenti fondamentali della vita dell'autore. Il poeta narra il suo amore per Beatrice. Nella prima parte dell’opera, Beatrice gli concede il saluto, fonte di beatitudine e salvezza. Nella seconda parte Beatrice non concede più il suo saluto a Dante, cosa che gli arreca una profonda sofferenza, ma anche un'importante maturazione. Nella terza parte, in cui Beatrice muore, il rapporto non è più tra il poeta e la donna amata, ma tra il poeta e l'anima della donna amata.
- Le Rime, sono liriche che Dante compose in età giovanile, legate alle sue varie esperienze esistenziali e stilistiche. Si tratta di una serie di componimenti molto diversi, che riunisce il complesso della produzione lirica dantesca dalle prove giovanili sino a quelle dell'età matura.
- Il Convivio, Dante lo compose nei primi anni d’esilio tra il 1304 e il 1307. Il progetto iniziale prevedeva 15 trattati, il primo dei quali con funzione introduttiva e i restanti 14 di commento ad altrettante canzoni. L’opera rimase incompiuta e si arrestò al quarto trattato, commentando solo tre canzoni, perché si pensa che Dante avesse già in mente lo schema di un’opera superiore: la Commedia.
- La Divina Commedia, fu iniziata verso il 1307, e impegnò Dante fino alla morte. E’ divisa in 100 canti. Narra il viaggio ultraterreno del poeta attraverso l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso fino alla visione diretta di Dio nell’Empireo. La Commedia è il testamento spirituale del Medioevo cristiano.
In Latino
- Il De Vulgari Eloquentia è un trattato scritto in lingua latina tra il 1303 e il 1305. Pur affrontando il tema della lingua volgare, è scritto in latino, perché si rivolgeva a interlocutori di cultura superiore. L’opera è rimasta incompleta, interrotta al secondo libro.
- La Monarchia è un trattato politico diviso in tre libri. Presenta la famosa teoria dei “due soli”, rivendicando l’indipendenza del potere imperiale da quello papale e la sua origine direttamente da Dio.
- Le Epistole, ne rimangono tredici composti in anni diversi e in diverse occasioni. Le più importanti sono le epistole politiche, scritte per la discesa in Italia di Arrigo VII.
- Le Egloghe sono due componimenti di carattere bucolico scritti in lingua latina tra il 1319 e il 1320. Giovanni del Virgilio, professore di grammatica a Bologna, inviò a Dante un carme latino in cui lo invitava a comporre un’opera in latino per meritare la corona poetica. Dante rispose con un’egloga difendendo il volgare esprimendo la speranza di ottenere per la Commedia, l’alloro poetico. Il del Virgilio rinnovò l’invito con un’altra egloga e Dante rispose ancora una volta rifiutando.
- La Questio de aqua et terra è un’operetta a carattere scientifico, dove in essa si dibatte il problema dell’altezza delle acque in rapporto a quella delle terre emerse.